"Margaret Thatcher: la prima donna premier di una democrazia occidentale, che ha molto studiato il modo di rappresentare la propria political narrative attraverso l’aspetto fisico e l’abbigliamento. Non ispirandosi agli ideali di sinistra né definendosi femminista (elementi che le avrebbero suggerito un certo percorso), ha dovuto inventarsi uno stile da donna di ferro di destra. Come mostra con mirabile chiarezza il film “The Iron Lady”, da poco nelle sale in Italia, la costruzione della sua immagine è stata graduale e irta di problemi. Avendo rifiutato sin dall’inizio il cliché della tory lady (le elettrici e militanti che nei decenni precedenti erano famose per gli sgargianti abiti floreali, i cappelli a falde larghe e la tinta dei capelli viola-azzurro, spesso chiamate “blue rinse brigade”) – da lei cordialmente detestato – ha sperimentato diverse “versioni beta” con i vestiti, gli accessori e i capelli, prima di scoprire, con l’aiuto di alcuni esperti d’immagine e di stile, compresa Carla Powell (la moglie italiana del suo principale consigliere) la formula adatta. […] E come il sigaro del suo amatissimo Winston Churchill, aveva un accessorio-feticcio che è diventato, grazie a lei, un verbo del vocabolario inglese: le sue handbags, le borsette (classiche, rigide, spesso Ferragamo) ormai vendute nelle case d’asta per parecchie decine di migliaia di sterline. To handbag significa assalire con veemenza l’avversario, una metafora forte per indicare il suo stile politico."

William Ward - Questione di stile, a destra e a sinistra